Secondo quanto riferito, Meta sta sviluppando un clone di intelligenza artificiale del suo fondatore, Mark Zuckerberg. Questa persona digitale, che verrebbe addestrata sui manierismi, sul tono e sul pensiero strategico specifici di Zuckerberg, ha lo scopo di aiutare i dipendenti a sentire un senso di connessione più profondo con la leadership dell’azienda.
Un proxy digitale per la leadership
Il progetto è attualmente guidato dai Meta Superintelligence Labs ed è nelle sue prime fasi di sviluppo. A differenza delle precedenti iterazioni digitali, questa intelligenza artificiale è progettata per sostenere conversazioni in tempo reale.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, Zuckerberg è personalmente coinvolto nel processo di formazione, in particolare per quanto riguarda il modo in cui l’intelligenza artificiale elabora e comunica la strategia aziendale. Questa mossa suggerisce il desiderio di estendere la sua presenza di leadership a una forza lavoro massiccia e globale.
È importante distinguere questo progetto da un’altra iniziativa di intelligenza artificiale recentemente segnalata:
– Il “CEO Agent”: Uno strumento progettato per assistere Zuckerberg aiutandolo ad accedere più rapidamente alle informazioni interne dell’azienda.
– Il “Clone di Zuckerberg”: Un personaggio progettato per l’interazione, volto a favorire il coinvolgimento dello staff.
L’evoluzione delle persone digitali a Meta
Questa iniziativa è l’ultimo capitolo dell’interesse di lunga data di Zuckerberg nel creare versioni digitali di se stesso e degli altri. Tuttavia, l’azienda ha dovuto affrontare diversi ostacoli in questo percorso:
- The Metaverse Avatars (2022): i primi tentativi di realizzare avatar digitali sono stati accolti con critiche per la scarsa qualità grafica e la mancanza di tratti facciali espressivi.
- Chatbot di celebrità (2023): Meta ha lanciato personaggi IA per star come Snoop Dogg e Tom Brady. Questi sono stati infine interrotti nel 2024 a causa del basso coinvolgimento degli utenti.
- Creator Avatars (2024): Meta ha spostato l’attenzione verso la possibilità di consentire ai creatori di contenuti di creare versioni AI di se stessi per interagire con i follower, sebbene questi strumenti fossero limitati agli adolescenti all’inizio di quest’anno.
Contesto strategico: appiattimento dell’organizzazione
Lo sviluppo di un clone AI non esiste nel vuoto; si allinea con un cambiamento più ampio nel modo in cui Meta opera. Zuckerberg ha recentemente adottato un approccio più tecnico e “pratico”, dedicando diverse ore alla settimana alla codifica e alla conduzione di revisioni tecniche.
Questa spinta verso l’automazione e la leadership basata sull’intelligenza artificiale riflette una strategia aziendale più ampia. In una recente conferenza sugli utili, Zuckerberg ha osservato che Meta sta lavorando per “elevare i singoli contributori e appiattire i team.” Utilizzando strumenti di intelligenza artificiale per semplificare le informazioni e la comunicazione, l’azienda mira ad aumentare l’efficienza e ridurre i livelli di gestione tipicamente richiesti in un gigante tecnologico di questa portata.
Questa mossa segnala una transizione dalla gerarchia aziendale tradizionale verso uno stile di gestione potenziato dall’intelligenza artificiale, in cui i proxy digitali possono mantenere il “impulso” della visione di un’azienda.
Conclusione
Il tentativo di Meta di clonare il suo fondatore rappresenta un esperimento ad alto rischio nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per risolvere il “gap di connessione” nelle grandi aziende. In caso di successo, potrebbe ridefinire il modo in cui la leadership viene comunicata nell’era digitale; in caso contrario, potrebbe diventare un’altra nota a piè di pagina nell’ambizioso ma spesso difficile viaggio dell’azienda nel metaverso.





























