Non lasciare che l’IA archivi le tue tasse: l’IRS si aspetta precisione, non supposizioni

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Molti contribuenti sarebbero felici di affidare la propria dichiarazione dei redditi a un robot, se ne avessero la possibilità. Con i chatbot basati sull’intelligenza artificiale ora in grado di generare saggi accettabili in pochi secondi, l’idea di dichiarazioni dei redditi automatizzate sembra logica. Tuttavia, l’Internal Revenue Service richiede accuratezza finanziaria, non solo “abbastanza vicino”, rendendola una proposta rischiosa.

I professionisti fiscali sono unanimi: non fare affidamento su chatbot IA generici come ChatGPT, Claude o Gemini per preparare le tasse. Come dice Travis Thompson, un avvocato fiscale, “Non lo consiglio affatto”. Sterling Raskie, docente di finanza, è d’accordo: “Il mio consiglio sarebbe no”. La complessità delle dichiarazioni dei redditi federali le rende particolarmente inadatte all’intelligenza artificiale, che eccelle nel sembrare fiduciosa anche quando sbaglia.

Il problema principale è che i modelli di intelligenza artificiale operano identificando modelli e generando risultati plausibili, non verificando la verità. I moduli fiscali richiedono numeri precisi e gli errori possono portare a rimborsi costosi, rimborsi, multe o peggio. Secondo Chris Linderwell di H&R Block, “Se un chatbot AI fornisce una guida errata… la persona è responsabile delle infrazioni”.

Inoltre, la condivisione di dati finanziari sensibili con chatbot basati su intelligenza artificiale comporta notevoli rischi per la privacy. Questi strumenti operano nel cloud, gestiti da aziende private con una sicurezza imperfetta. Le violazioni dei dati e le fughe di informazioni inaspettate sono comuni. Come avverte Thompson, “Non vorrai che quei numeri fluttuano su Internet”.

Come l’intelligenza artificiale può assistere, ma non sostituire

Anche se l’intelligenza artificiale non dovrebbe dichiarare le tasse, può essere uno strumento utile per la formazione e la ricerca preliminare. I chatbot possono aiutare a tradurre il gergo fiscale, generare liste di controllo o suggerire domande da porre a un professionista fiscale. La stessa OpenAI riconosce che ChatGPT non sostituisce un commercialista o un avvocato autorizzato.

Tuttavia, verifica sempre le informazioni generate dall’intelligenza artificiale rispetto a fonti affidabili. La qualità della risposta dipende fortemente dalla domanda posta e anche ripetere la stessa domanda può produrre risposte diverse.

La supervisione umana è ancora essenziale

Gli esperti sottolineano la necessità del giudizio umano in questioni finanziarie critiche. Gli errori sono responsabilità della persona che ha utilizzato l’intelligenza artificiale, non della tecnologia stessa.

Per le dichiarazioni semplici (reddito W-2, detrazione standard), la presentazione della dichiarazione in modo indipendente potrebbe essere fattibile con un attento doppio controllo. L’IRS offre moduli compilabili gratuiti e opzioni software. Per situazioni più complesse, prendi in considerazione l’utilizzo di un software fiscale fai-da-te con opzioni di revisione umana (H&R Block, TurboTax) o ingaggio di un commercialista professionista o di un agente iscritto.

Molti programmi software fiscali offrono servizi di difesa contabile a un costo aggiuntivo, fornendo rappresentanza e persino rimborso finanziario in caso di errori.

In definitiva, sebbene l’intelligenza artificiale possa essere d’aiuto, la dichiarazione dei redditi rimane un ambito in cui la competenza e la responsabilità umana non sono negoziabili. Se scegli di fidarti di un chatbot, preparati a un audit e non aspettarti di incolpare la macchina.

L’IRS si aspetta precisione, non approssimazione. Affidarsi all’intelligenza artificiale per la preparazione fiscale è una scommessa che probabilmente perderai.